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La dura e lunga lotta di stanleybet

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Si parla tantissimo del Bookmaker Stanleybet e della sua lunga e sofferta lotta con lo Stato Italiano. “In Italia l’affidamento in concessione dei diritti per l’esercizio del gioco e delle scommesse è stato regolamentato da tre gare e da una normativa in contrasto con i diritti del Trattato dell’Unione Europea e della costante giurisprudenza della Corte di Giustizia”: questa è la parola del difensore di Stanleybet che vuole mettere un punto fermo su questa situazione. Punto fermo che vuole sfrondare la confusione che si è creata nelle aule dei Tribunali, come l’ipotesi di concorrenza sleale oppure la difficile lotta all’illegalità, che circonda ancora oggi i fatti che coinvolgono Stanleybet che stanno creando rappresentazioni oltremodo suggestive di una realtà oggettiva che si fa risalire appunto a questo bookmaker.

Da quindici anni, la multinazionale Stanleybet che si occupa anche di far giocare al casino i propri utenti, ed i suoi centri affiliati, sta portando avanti una battaglia nel gaming ed ha raggiunto un primato assoluto nell’aver ottenuto censure da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nei confronti delle tre gare italiane. Tanta consolidata giurisprudenza a favore del bookmaker e quattro sentenze della Corte Ue hanno dichiarato che il diritto italiano è in netto contrasto con il diritto comunitario che ha portato alla discriminazione nei confronti di Stanleybet e dei suoi centri. Senza annoiare con le citazioni delle sentenze, si può asserire che di “precedenti” ve ne sono stati davvero tanti ed in questi l’Avvocatura Generale e la Commissione Europea si sono espressi con pareri conformi alla difesa ed alle sue argomentazioni presentate nell’interesse del bookmaker Stanleybet.

A seguito di queste sentenze, a stretto contatto anche con il sito migliore per giocare al casino, la giurisprudenza si è uniformata con pronunzie di disapplicazione delle sanzioni penali nei confronti dei titolari dei centri collegati a Stanleybet, discriminati dalla normativa italiana. Anche in sede amministrativa e tributaria, i legali di Stanleybet hanno dimostrato, ancora una volta, che la normativa italiana è in contrasto con il diritto dell’Unione Europea ed i giudici hanno sollevato le questioni pregiudiziali comunitarie e di legittimità costituzionale: anche i giudici in sede civile hanno poi sempre escluso l’ipotesi di concorrenza sleale dei Ctd Stanleybet nei confronti degli altri operatori, piccoli o grandi concessionari. Quindi, ogni accostamento ad attività illegali di Stanleybet non è ritenuto corretto nei confronti degli operatori comunitari che sono stati “discriminati” dalle gare italiane, che hanno esperito i rimedi giurisdizionali interni e che si auto denunziano agli uffici di Polizia.

Bisogna segnalare anche, senza ombra di dubbio, che nelle innumerevoli vertenze nate con questo bookmaker e con molti altri casino online aams legali, la Corte di Cassazione, in data recente, ha ben chiarito che la sanzione penale si applica a tutti gli operatori che non sono stati discriminati dalle gare italiane e la giurisprudenza nazionale ha individuato i criteri di distinzione tra “operatori discriminati” e “operatori illegali” ravvisandone una sostanziale differenziazione. A questo punto bisogna riferire il “desiderio” della difesa del Bookmaker Stanleybet: si auspica che le forze politiche, amministrative ed imprenditoriali possano unirsi e possano fare un fronte comune per contribuire ad una normativa priva di “strani accordi” o di alchimie più o meno recondite per arrivare ad un sistema concessorio più trasparente in un settore che certamente non ha necessità di ulteriori confusioni ed incertezze. Tutto questo potrebbe anche essere sostenute dai “media” che tanto hanno detto e scritto… a volte proprio senza cognizione di causa.

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