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Casino Online planet premia la fedeltà dei suoi utenti

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I clienti, tantissimi, di Casinò Planet e di tutti i casino legali riusciranno ad “agguantare” dei magnifici premi che andranno a premiare la loro frequenza sulla piattaforma ed il loro impegno economico di gioco. Ogni domenica verrà infatti premiata la loro attività di gioco “settimanale” con un “bonus fedeltà” che porterà, quindi, gioia e divertimento gratuito, basterà seguire alcune piccole regole. Per qualificarsi per la ricezione del premio bisognerà, come di consueto, rispettare alcuni parametri fissati dalla piattaforma e che si basano sul volume di gioco prodotto nell’arco della settimana da parte del giocatore: volume che deve svilupparsi tra le ore 00:00 d domenica sino alle ore 23:59 della giornata di sabato. Quando si raggiungono i giusti parametri, si acquisisce di conseguenza il diritto a ricevere il “bonus fedeltà settimanale”.

L’ammontare di questo “regalo” si differenzia in base al livello di appartenenza come è ovvio. Maggiore sarà ilprestigio che ricoprirà il livello vip del giocatore, altrettanto importante sarà l’importo del “bonus fedeltà” per il quale ci si potrà qualificare. Si fa subito un esempio per cercare di entrare in sintonia con il meccanismo: livello Vip Club, ricarica richiesta 100 euro; punti richiesti 400; bonus casinò 10 euro game bonus; sport bonus 10 euro free bet. Livello vip Bronzo, ricarica richiesta 150 euro; punti richiesti 400; bonus casinò 25 euro game casinò; sport bonus 10 euro free bet. Livello Vip Argento, ricarica richiesta 150 euro; punti richiesti 400; bonus casinò 50 euro game bonus; sport bonus 20 euro free bet.

Con questo esempio non so se si sono chiarite o confuse le idee, in ogni caso si rimandano gli scommettitori a questo casino online legale aams italiano per leggere “attentamente le istruzioni”! Passato agli utenti questo “dictat” si precisa che lo scommettitore si può qualificare per ricevere il “bonus fedeltà” solo se provvede a completare esattamente la procedura di attivazione del proprio account di gioco, inoltrando una e-mail con la copia di un valido documento di riconoscimento ed aver compiuto almeno una ricarica. Si potrà partecipare a questa iniziativa del Casinò Planet solamente se si riceve l’invito sul proprio indirizzo di posta elettronica comunicato all’operatore in occasione della registrazione dell’account di gioco. Senza invito… niente da fare!

Come detto qualche rigo più sopra, per attivare l’attivazione dell’iniziativa in questo che è uno dei nuovi casino aams che consente di acquisire il diritto all’accredito del “game bonus” per scommettere su Casinò Planet e ricevere anche le freebet per effettuare giocate all’interno della sezione riservata alle scommesse sportive, bisogna effettuare un versamento di almeno 20 euro sul proprio conto di gioco. La freebet ottenuta potrà essere impiegata per compiere giocate con almeno due selezioni, con quota minima pari a 1.30 e soltanto interagendo dal proprio dispositivo mobile. Il volume di scommessa fissato, per consentire il riscatto degli eventuali importi vinti, utilizzando il “bonus fedeltà”, corrisponde a 50 volte l’ammontare complessivo del bonus e questo incentivo al gioco non si può cumulare con altri importi vinti utilizzando sempre i bonus messi in palio dalla piattaforma a favore dei propri clienti.

Freebet e Game bonus devono essere utilizzati entro le 24 ore dalla loro assegnazione: la Freebet nella sezione scommesse sportive ed il game bonus nella sezione casinò. Se il tempo assegnato trascorre senza che il giocatore abbia compiuto alcuna operazione, i bonus scadranno e non sarà più possibile usufruirne e metterli in gioco: quindi, attenzione!

Quando si vince al casino è giusto brindare

vincite al casino

Senza passare per “fautori dell’uso dell’alcool” e, quindi, rischiando di essere tacciati di malcostume, bisogna assolutamente dire che un buon bicchiere di vino, italiano in ogni caso, è un ottimo veicolo per festeggiare una tanto agognata vincita. Anche che un bel flut di bollicine incornici una bella partita al tavolo verde è altrettanto allettante: naturalmente, senza trascendere altrimenti si perde la bellezza del momento e la gioia diventerebbe disagio. Posto tutto questo, bisogna senz’altro considerare, e constatare, che nei casinò tricolore, ma anche in quelli esteri, si sta sviluppando il consumo del vino: principalmente quando accompagna il giocatore nei pranzi o nelle cene che le case da gioco offrono con estrema eleganza ed in modo assai sofisticato, ma anche quando “le bollicine” fanno da contorno ad una partita di poker o di qualsiasi altro intrattenimento al tavolo verde.

Certamente, alla clientela del casino online dal vivo piace bere, ma piace bere bene e quasi esclusivamente, come detto, quando si cena. Ai vari bar delle sale, il consumo di vino è contenuto ed accompagna principalmente un panino, un toast od una piadina, mentre alle slot od ai tavoli ci si accompagna anche con long drink o birra, mentre i distributori nelle sale mettono a disposizione gratuitamente acqua, succhi di arancia e di ananas o caffè americano. Ma in occasione di vincite significative non può mancare qualche brindisi a base di champagne o prosecco! Questo è l’atteggiamento in generale del giocatore-tipo e delle sue “usanze”. Se poi si vuole entrare nel dettaglio del “frequentatore” del Casinò di Campione si può notare che il consumo principale viene effettuato al ristorante dove la carta dei vini propone una selezione di circa 60 etichette: quindi, una scelta non di quantità ma di assoluta qualità. I vini italiani sono presenti in misura cospicua e rappresentano le maggiori aree vinicole della Penisola.

C’è da tenere presente che tutti i casino online e il Casinò di Campione d’Italia è situato oltre confine, ragion per la quale si può rifornire, data la normativa svizzera, soltanto di vini presenti sul mercato ticinese. La scelta è diretta verso prodotti italiani di alto prestigio come lo Chardonnay, il Vermentino, il Gavi e l’Arneis per parlare di vino bianco; per quello che attiene, invece, il vino rosso sul podio sale l’Amarone ed alcuni vini sardi con grande invecchiamento. La richiesta delle bollicine viene soddisfatta con i Franciacorta, i Trento Spumante ed anche il Prosecco Riserva del Casinò. Con questo non si vuole fare un itinerario fra i vini del nostro Paese, ma solo rappresentare che sempre di più fanno da contorno al mondo del gioco e, sopratutto, “festeggiano” con il giocatore il “volere della Dea Bendata”. Tutto con la classe che contraddistingue le Case da Gioco che sempre di più hanno inserito aspetti eno-gastronomici nelle proprie location per accontentare, anche sotto questo profilo, il giocatore e farlo sentire completamente a proprio agio.

Ormai le Case da Gioco non sono soltanto sale con offerta di gioco e di blackjack gratis suddiviso anch’esso in nuovi segmenti e comparti, ma sono diventati luoghi di incontro e di socializzazione tanto da essere presi in considerazione anche dal nostro Esecutivo come location sicure e tranquille per potersi divertire e distendere e dove la legalità è super-tutelata. Come ben si saprà nei Casinò non c’è possibilità di ingresso per i minorenni… e questo è un argomento da non sottovalutare.

Il futuro del gioco d’azzardo dipende dai suoi operatori

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Finora, forse, chi si metteva a “scommettere” su di un’attività di gioco lo faceva unicamente perché al momento rappresentava il business più interessante da un punto di vista economico. Veniva affrontato proprio come “affare”, senza tanti orpelli attorno, e con poca conoscenza di tutto quello che poteva “girare attorno al gioco d’azzardo”. Non che gli imprenditori, sino ad ora, siano stati sprovveduti… ma, forse, un poco superficiali ed intenti a guardare solo al “cassetto”… questo sì. Poi, con il passare degli anni, il gioco lecito si è “allargato a macchia d’olio”, è entrato prepotentemente in tante vite, si è complicato con le conseguenze sociali che hanno riempito pagine di giornali e, quindi, anche la mentalità degli operatori del gioco ha dovuto subire cambiamenti. Ci si è resi conto di avere in mano un “prodotto” da attenzionare e che richiedeva da parte degli imprenditori un’attenzione particolare nel sottoporlo al pubblico e, sopratutto, che il pubblico-giocatore aveva necessità di essere osservato con attenzione affinché non si concretizzassero situazioni a rischio.

Da qui, la consapevolezza sia dello Stato, che della filiera, che delle varie Associazioni che tutelano gli imprenditori del gioco ed alla guida casino online più autorevole, di studiare e mettere in pratica corsi di formazione specifici per coloro che intendono “gestire” il gioco come business. È diventato indispensabile che le sale da gioco siano “in mano” a persone professionalmente preparate a riconoscere quando un giocatore è arrivato “al limite” (anzi, al limite, non bisognerebbe proprio farlo arrivare), riconoscere quando chi gioca lo fa per divertimento, oppure per “necessità”: quando, cioè, spera di risolvere con il gioco e con la fortuna magari i propri problemi quotidiani che lo assillano. Quel “gioco”, non è più ”gioco”… e deve essere interrotto prima che porti allo “sfacelo” psicologico ed economico di chi lo sta affrontando.

La formazione professionale rappresenta, di conseguenza, un valore aggiunto per qualsiasi impresa, maggiormente per il gioco e per le news sui casino online e questa formazione potrebbe ridisegnare i contorni del futuro di questo settore. I risultati di questo obbiettivo si possono notare nelle “aziendine” nella Regione Emilia Romagna che stanno ben prosperando anche in relazione ai tanti corsi di formazione per i gestori di attività ludiche che la stessa regione ha predisposto e che ha “obbligato” a seguire, a pena di sanzioni amministrative per i “non partecipanti”. Potrebbe essere una iniziativa da seguire da parte di altre Regioni, invece che avere l’obbiettivo del proibizionismo che non è certo la soluzione per combattere il gioco problematico… ed i risultati negativi ottenuti nelle Regioni dove viene applicato, se sono la controprova.

Il gioco pubblico, i suoi operatori, ed i casino legali con bonus stanno affrontando forse il periodo più brutto “della sua vita”, un periodo di transizione che il settore dovrà affrontare e non sa con che risultati: quindi, avere del personale “ben formato”, coscienzioso, disponibile ed attento alla propria clientela non può che essere uno strumento prezioso per costruire un nuovo futuro per tutto il suo comparto, che si spera sia sostenibile per i suoi partecipanti. Il mondo del gioco pubblico, ormai sembra evidente a tutti, sta presentando agli operatori la costituzione di un settore di più alto livello che il precedente, nel quale si dovrà concretizzare maggiore competenza e professionalità ed anche una maggiore qualificazione dell’offerta dei prodotti. Tutto insieme per offrire un futuro del gioco migliore “da mettere sul piatto”.

Perchè lo stato vuole regolamentare il gioco d’azzardo

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Con buona pace dei benpensanti che aborrono il gioco, lo Stato che ci tutela ha intrapreso il difficile percorso della regolarizzazione del gioco perché il gioco d’azzardo (lecito) è un fenomeno che, ormai, fa parte della vita di tanti cittadini-giocatori. Quindi, è assolutamente necessario che questo mondo sia regolarizzato e protetto da norme nazionali ben precise che mettano i giocatori, nessuno escluso, in condizioni di conoscere cosa incontrano affrontando “questo divertimento”. Lo Stato, prima di tutto, deve agire nell’interesse dei giovani, dei minori particolarmente, che devono assolutamente capire che sino alla maggiore età non possono entrare in questo mondo e che, anche poi, lo devono affrontare con estrema responsabilità e coscienza se non vogliono essere travolti da problematiche che nulla hanno a che vedere con il divertimento.

Ecco perché l’Esecutivo con la futura, ma ormai prossima, Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali in materia di migliori casino legali deve mettere assolutamente dei “punti ben fermi” per avere un mondo del gioco lecito sempre più sicuro, presente ma non troppo, tutelato sopra ogni altro interesse (compreso anche quello del nostro caro Erario). Dovrà affrontare tanti scogli perché tutti sono “comprensivi” verso gli altri, ma nessuno vuole rinunciare a “qualcosa di acquisito e di proprio” e ci vorrà veramente una forza certosina per arrivare ad un obbiettivo condiviso nel bene di tutti. Ma questo ci si aspetta dallo Stato che deve proteggere i suoi cittadini nei confronti di conseguenze che toccano, purtroppo, tante persone che non hanno saputo approcciarsi in modo corretto all’azzardo-divertimento.

La cultura del consumo del gioco e dei casino online ufficiali, il suo utilizzo e la responsabilità nell’affrontarlo, sono argomentazioni talmente importanti che dovranno, giocoforza, far trovare un incontro equilibrato tra le idee di tutti i partecipanti alla Conferenza Unificata: ne va della sicurezza di tanti giocatori che continuano sempre di più ad essere “innamorati” di questo passatempo e che, a volte, sorvolano sul fatto di giocare in un punto legale oppure illegale: a volte non si pongono proprio neppure il problema. Per qualcuno… l’importante è giocare, non ha importanza dove o come. E questo è uno degli altri motivi per cui lo Stato deve intervenire con forza per difendere la legalità e far rispettare la “sua riserva” di gioco lecito.

La realtà è che la richiesta di gioco, come si evince dalla lista casino aams, nel nostro Paese è alta, continua e con giocatori sempre più esigenti: ecco perché tutti devono essere consapevoli, sopratutto le nuove generazioni, di cosa il mondo del gioco rappresenta e devono sapere come conoscerlo ed affrontarlo con consapevolezza. È troppo facile sottolineare che se il gioco non esistesse, o non fosse mai esistito, non esisterebbe neppure il fenomeno della dipendenza e la richiesta, da parte di qualcuno, di abolirlo e proibirlo. L’innovazione degli strumenti tecnologici ha portato il gioco dentro gli smartphone ed i tablet che sono ormai alla portata di tutti, e quindi, il proibizionismo diventa una soluzione assolutamente impensabile. Mentre, senza ombra di dubbio, bisogna mettere assolutamente negli obbiettivi da raggiungere, e per prime sui nastri di partenza, l’informazione e la consapevolezza se si vuole ottenere un “mondo giovane di giocatori” che sanno esattamente cosa incontrano sia nel gioco terrestre che in quello online, altro segmento del gioco particolarmente frequentato dalla “clientela più giovane”, ed a volte più sprovveduta ed influenzabile.

Serve un regolamento unico per il gioco d’azzardo

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L’attuazione di un regolamento unico che possa “rendere tutti uguali e con uguali diritti” è la speranza che, in cuor loro, hanno coloro che dovranno partecipare al prossimo “bando scommesse”. Quindi che effettivamente si avveri la Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali nella data prevista dalla Legge di Stabilità 2016 e,cioè,entro il prossimo 30 aprile è di interesse di tutti gli operatori che dovranno partecipare alla nuova gara e che, attualmente, hanno veramente pochissime certezze viste le normative locali sul gioco… che lasciano, senza ombra di dubbio, al momento poco spazio ad iniziative ludiche “di qualsiasi genere”. Tante speranze sono riposte nella Conferenza Unificata ma, obbiettivamente, si dovrebbe anche guardare alla possibilità che ciò che ne scaturirà potrebbe anche essere inferiore alle leggi attualmente in vigore.

Bisognerebbe sperare che lo Stato abbia modo di procedere ad emanare tutto ciò che era previsto dalla Legge Balduzzi in materia di siti legali di casino così, a seguito di questo, la pianificazione prevista dalla Legge di Stabilità potrebbe essere fatta e le gare potrebbero essere emanate. Questo percorso sarebbe quello ideale e metterebbe anche fine alla vita indisturbata di alcuni punti di accettazione delle scommesse che continuano ad operare in modo indisturbato su tutto il territorio della Penisola, con buona pace dei punti leciti che sono in costante fibrillazione per “una mole concorrenziale” in continua ascesa. E, ovviamente, questo perdurare delle cose, alla rete lecita, sotto contratto con lo Stato, non fa certamente bene, sotto ogni punto di vista, ma sopratutto da un punto di vista economico.

In questo momento bisogna ricordare che il mercato “delle scommesse” è composto da ben tre reti, ben distinte e con tre percorsi differenziati. La prima, quella che viaggia nella legalità e nella quale gli operatori leciti hanno scelto di inserirsi, contrattualizzata con lo Stato. La seconda quella che pure è contralizzata con lo Stato, ma che non risponde ancora ai requisiti di questo contratto in quanto è stata certamente “sanata” ma non ancora collegata in rete. La terza rete, quella illecita, che usufruisce di tutti i vantaggi di “non seguire le norme” e poter offrire al cittadino-giocatore un gioco vantaggioso, senza limite di puntata e che “mette sul piatto” una concorrenza sleale nei confronti della “prima rete” che quest’ultima subisce passivamente ormai da tempo.

Queste possibilità di giocare con i casino che viene offerta sia dalla seconda che dalla terza rete mettono la “prima rete lecita” in grande difficoltà: infatti, gli operatori leciti pensavano onestamente di essersi “tolto di torno” con la sanatoria attuata dall’Esecutivo un gran numero di attività illegali, che invece continuano imperterriti ad imperversare sul mercato ed a “mettersi di traverso” sui percorsi degli operatori legali. Quindi, sembrava che questa sanatoria potesse dare una mano alla legalità, ma in realtà… Non sta ovviamente al giocatore, almeno per ora, visto che la cultura del gioco nel nostro Bel Paese non è stata ancora raggiunta, controllare se il punto dove effettua le sue giocate è legale o non lo è… sta invece all’imprenditore-operatore lecito guardare nel “cassetto” e vedere come, ancora oggi, lo stesso è debole nei confronti di un “cassetto illecito”.

Quindi, il Governo che di forma “ha sanato” tanti Ctd, in sostanza l’avrà fatto solo per incassare la sanatoria, o lo avrà fatto per legalizzare il territorio? Forse sarebbe ora che da tante parole, il nostro Esecutivo passasse ai fatti, o no?

La dura e lunga lotta di stanleybet

stanleybet

Si parla tantissimo del Bookmaker Stanleybet e della sua lunga e sofferta lotta con lo Stato Italiano. “In Italia l’affidamento in concessione dei diritti per l’esercizio del gioco e delle scommesse è stato regolamentato da tre gare e da una normativa in contrasto con i diritti del Trattato dell’Unione Europea e della costante giurisprudenza della Corte di Giustizia”: questa è la parola del difensore di Stanleybet che vuole mettere un punto fermo su questa situazione. Punto fermo che vuole sfrondare la confusione che si è creata nelle aule dei Tribunali, come l’ipotesi di concorrenza sleale oppure la difficile lotta all’illegalità, che circonda ancora oggi i fatti che coinvolgono Stanleybet che stanno creando rappresentazioni oltremodo suggestive di una realtà oggettiva che si fa risalire appunto a questo bookmaker.

Da quindici anni, la multinazionale Stanleybet che si occupa anche di far giocare al casino i propri utenti, ed i suoi centri affiliati, sta portando avanti una battaglia nel gaming ed ha raggiunto un primato assoluto nell’aver ottenuto censure da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nei confronti delle tre gare italiane. Tanta consolidata giurisprudenza a favore del bookmaker e quattro sentenze della Corte Ue hanno dichiarato che il diritto italiano è in netto contrasto con il diritto comunitario che ha portato alla discriminazione nei confronti di Stanleybet e dei suoi centri. Senza annoiare con le citazioni delle sentenze, si può asserire che di “precedenti” ve ne sono stati davvero tanti ed in questi l’Avvocatura Generale e la Commissione Europea si sono espressi con pareri conformi alla difesa ed alle sue argomentazioni presentate nell’interesse del bookmaker Stanleybet.

A seguito di queste sentenze, a stretto contatto anche con il sito migliore per giocare al casino, la giurisprudenza si è uniformata con pronunzie di disapplicazione delle sanzioni penali nei confronti dei titolari dei centri collegati a Stanleybet, discriminati dalla normativa italiana. Anche in sede amministrativa e tributaria, i legali di Stanleybet hanno dimostrato, ancora una volta, che la normativa italiana è in contrasto con il diritto dell’Unione Europea ed i giudici hanno sollevato le questioni pregiudiziali comunitarie e di legittimità costituzionale: anche i giudici in sede civile hanno poi sempre escluso l’ipotesi di concorrenza sleale dei Ctd Stanleybet nei confronti degli altri operatori, piccoli o grandi concessionari. Quindi, ogni accostamento ad attività illegali di Stanleybet non è ritenuto corretto nei confronti degli operatori comunitari che sono stati “discriminati” dalle gare italiane, che hanno esperito i rimedi giurisdizionali interni e che si auto denunziano agli uffici di Polizia.

Bisogna segnalare anche, senza ombra di dubbio, che nelle innumerevoli vertenze nate con questo bookmaker e con molti altri casino online aams legali, la Corte di Cassazione, in data recente, ha ben chiarito che la sanzione penale si applica a tutti gli operatori che non sono stati discriminati dalle gare italiane e la giurisprudenza nazionale ha individuato i criteri di distinzione tra “operatori discriminati” e “operatori illegali” ravvisandone una sostanziale differenziazione. A questo punto bisogna riferire il “desiderio” della difesa del Bookmaker Stanleybet: si auspica che le forze politiche, amministrative ed imprenditoriali possano unirsi e possano fare un fronte comune per contribuire ad una normativa priva di “strani accordi” o di alchimie più o meno recondite per arrivare ad un sistema concessorio più trasparente in un settore che certamente non ha necessità di ulteriori confusioni ed incertezze. Tutto questo potrebbe anche essere sostenute dai “media” che tanto hanno detto e scritto… a volte proprio senza cognizione di causa.

Le leggi per migliorare il gioco d’azzardo esistono gia

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Nonostante tutto ciò che di negativo, da parte del mondo del gioco lecito, si può dire nei confronti degli Enti Locali una cosa almeno positiva bisognerebbe farla emergere: hanno contribuito, e non poco, a far conoscere il fenomeno del gioco problematico e dei casino migliori su internet diretto discendente dell’abuso del gioco d’azzardo. Lo Stato, colui che aveva “creato” il gioco pubblico, per lungo tempo ha messo “la testa sotto la sabbia” e non ha voluto riconoscere questo disagio, o meglio, non ha voluto ammettere chiaramente ciò che un errato comportamento di approccio con questo mondo comporta: la compulsività. Quindi, gli Enti Locali, che debbono difendere i relativi territori, si sono trovati nella condizione di promuovere iniziative “contro il gioco” e mettere in pratica regolamenti restrittivi per osteggiarlo e “rendergli la vita impossibile”. Poi, come quasi sempre accade quando si prendono percorsi difficili… la cosa è sfuggita di mano.

Si è palesata una forma di proibizionismo che ci ha accompagnato ai giorni nostri e che ora fa ritrovare le attività ludiche “costrette all’angolo” da regolamenti comunali che le hanno “relegate” nelle periferie, oppure nelle zone industriali: Là dove onestamente è davvero difficile, se non impossibile, condurre e guadagnare con una attività che fa del passaggio del pubblico e degli “affezionati” giocatori il fulcro della propria attività. Si è arrivati, conseguentemente, alla necessità di avere una normativa nazionale che metta in “riga gioco e giocatori”, ma tenendo anche conto di ciò che si è acquisito nel rispetto di tutti. Non bisognerebbe dimenticare che gli operatori del gioco hanno investito parecchio per le proprie attività, conducendo anche strenue battaglie “per stare a galla”, così come gli Enti Locali che hanno combattuto dure battaglie contro il settore anche se, in realtà, hanno anche beneficiato economicamente dagli introiti del gioco.

Il compito della Conferenza Unificata, oltre che discutere sui migliori siti italiani di casino, si preannuncia difficile perché dovrà lottare per affrontare tutte le esigenze: e gli Enti Locali saranno agguerriti e non intenzionati a rinunciare a ciò che hanno “raggiunto”. Quelli, forse, più morbidi potranno essere gli operatori che si sono resi ben conto che il gioco va ridimensionato, ristrutturato, riorganizzato a livello nazionale, altrimenti tutto il settore “andrà a gambe per aria”. Indubbiamente, tutti stanno aspettando una normativa nazionale, ma anche una serie di percorsi comuni che portino alla cultura del gioco ed al rapporto cittadino-giocatore- divertimento, nonché una “decisione sui luoghi sensibili” sui quali ci sarà battaglia. Secondo gli Enti, infatti, “il distanziometro” è un deterrente per il gioco problematico e sarà un’impresa ardua far cambiare loro idea.

Quello che ci si aspetta dalla Conferenza è l’attestazione del gioco lecito e dei casino online legali e non il proibizionismo nei suoi confronti: dovrebbe essere l’obbiettivo principe per tutti. Il divertimento-gioco è richiesto da buona parte dei cittadini e fa parte della vita di tutti, tutti devono viverlo per quello che rappresenta e con la gioia del divertimento che porta “luce e sole” nella vita di chi lo vive per quello per cui è stato creato. La cultura del gioco è indispensabile per viverlo come si deve e per ricevere in cambio qualche ora di serenità con i giochi che più stimolano l’attenzione e la capacità di ognuno. Certamente sarà dura arrivare a questo, ma è arrivato il momento che questa “svolta” si faccia, anche se apparentemente è una “svolta pericolosa”: bisogna andare piano, affrontarla con equilibrio e coscienza: ce la si farà?

I temi della conferenza uinificata sul gioco d’azzardo

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Non c’è dubbio: la Conferenza Unificata continua a tenere banco… e continuerà a farlo sino a quando si concretizzerà questo incontro che lascia ancora spazio ad accordi, scambi di esperienze ed opinioni. Questo “evento” sarà l’ultima spiaggia per il futuro del mondo del gioco e dei casino con bonus e sarà, quindi, un dovere di tutti i partecipanti o di tutti gli interessati usare uno straordinario equilibrio per affrontare tutte le tematiche da risolvere, cercando di trovare soluzioni applicabili, gestibili e che portino a rendere sostenibile per tutti il gioco, cercando di rispettare il più possibile i rispettivi “ruoli” e “pertinenze”. Non si può fare a meno di pensare che il bailamme nel quale il gioco ha vissuto da tanti anni è stato negativo ed ha portato al risultato attuale… che non è certamente dei migliori: bailamme nel quale tutti ”navigano a vista”, ma navigano nella nebbia più totale ed assoluta.

Un’argomentazione da trattare, che salta all’occhio, è la sistemare della filiera che deve essere riorganizzata. È troppo estesa e la sua frantumazione è eccessiva: obbiettivo, quindi, della Conferenza sarà quello di concertarne una molto meno estesa, ma organizzata. L’evoluzione tecnologia sia delle gaming hall che delle Awp da remoto rappresenta l’attuale passaggio fondamentale del settore dove l’industria italiana dovrebbe emergere e diventare protagonista. Per questo motivo ci si dovrebbe aspettare dai concessionari un grande salto di qualità non solo e soltanto indirizzato ad un “mero guadagno”, ma anche al “bene del gioco lecito” che altrimenti non avrebbe alcun scampo. La filiera si dovrà anche interessare ed impegnarsi per affrontare le conseguenze sociali del gioco: dovrà farlo anche l ‘Esecutivo con una normativa che metta in condizione di far “partire” programmi ed informazioni mirate alla “conoscenza delle conseguenze” derivanti dall’abuso appunto del gioco d’azzardo. Certamente, la Conferenza affronterà una sfida senza precedenti ed assai complessa che oltre il gioco potrebbe anche riguardare altri settori, come l’ippica ed il segmento dei casinò. Però, se davvero da questo “evento” scaturiranno nuove idee concordi, si potrebbe anche entrare in un grande processo di modernizzazione del Paese che porterebbe ad un’apertura importante anche relativamente agli altri Paesi europei.

Rientra nei “grandi temi della Conferenza” la competenza delle Regioni e degli Enti Locali in merito a come giocare al casino online. Enti che, in linea di massima, vedranno ridefinite queste competenze. Qui le discussioni si faranno accanite dato che gli Enti Locali si presume non vogliano “cedere di un passo” su ciò che hanno acquisito, ma che a qualcosa dovranno rinunciare anche in ottica del gioco online: i posti in cui si gioca dovrebbero rientrare nelle competenze del testo unico sul gioco e, quindi, diventerà competente il Questore e non più il Sindaco. Si parlerà anche della pubblicità al gioco che sta per rientrare in un decreto attuativo. La spinta verso la proibizione assoluta esiste, anche se in contrasto con il limite europeo e la Conferenza dovrà guardare questa tematica con estrema attenzione e delicatezza per non impedire un’informazione che potrebbe essere di importanza vitale per il cittadino-giocatore che deve sapere che strada intraprendere per giocare.

Per il gioco online e per la possibilità di vedere la tv gratis poi ci sono situazioni che “sfuggono”… dal nostro territorio, ma cercare di entrare nei suoi problemi è assolutamente decisivo. È un argomento che porterà a ragionare a lungo perché in esso si inserisce la questione del “doppio canale” quello lecito e quello illegale oltre a racchiudersi anche la tematica dei minori e della sua tutela.

Il regime concessorio nel gioco d’azzardo italiano

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Pier Paolo Baretta, Sottosegretario all’Economia, “porta sempre la sua parola” relativamente al gioco, in qualsiasi evento dove si presenti l’occasione. Il Sottosegretario è fermamente convinto che il Governo stia pervenendo ad una svolta relativamente alla regolamentazione del gioco, regolamentazione che non vorrà essere proibizionistica ma organizzata, strutturata e con norme nazionali ben precise. Questo, secondo Baretta, sarà il “secondo successo” che l’Esecutivo raggiungerà dopo aver ottenuto quello nella riduzione delle forme di illegalità che imperversavano nel mondo del gioco d’azzardo e nel mondo dei casino legali italiani: ovviamente, c’è ancora tanto da fare in quella direzione, perché la malavita che si è insidiata nel gioco è tanta e radicata e, forse, qualche possibilità che il gioco illegale “ritorni” (dopo essere stato estirpato) molto obbiettivamente esiste.

Pier Paolo Baretta, continuando ad esternare il suo pensiero, conferma che però si è esagerato nella diffusione del gioco legale e che la situazione è un “poco sfuggita di mano”. Si hanno, così, due risultati: uno positivo, quella della ferma lotta all’illegalità, e l’altro negativo quello dell’eccessiva distribuzione del gioco. La regolamentazione statale non ha fatto tanto e, sopratutto, è stata lenta in proporzione alla crescita di un sociale che è stato colpito dal fenomeno conseguente alla patologia da abuso di gioco, ed altrettanto lenta in proporzione agli interventi degli Enti Locali che hanno voluto arginare, in qualche modo, il dispiegarsi di questo fenomeno. L’Esecutivo, forse, ha lasciato troppo fare ed è arrivato il tempo di intervenire, anche in modo che potrà sembrare agli operatori drastico, ma necessario assolutamente per la sopravvivenza di tutto il settore del gioco.

Qualunque soluzione uscirà dalla Conferenza Unificata sui casino aams sarà, senza ombra di dubbio forte, ma si ripete non vorrà essere proibizionistica: Si dovrà trovare un punto di incontro con equilibrio anche perché gli stessi operatori si sono forse resi conto che la regolamentazione e la riduzione dell’offerta di gioco sono assolutamente necessarie. Questo per rendere il mondo del gioco lecito sostenibile e possa, finalmente, correlarsi con il sociale che è uno dei punti considerati un “serio obbiettivo” di questo mondo così discusso e tartassato. Nella Conferenza non si rinuncerà assolutamente al regime concessorio e non si scardineranno le normative locali, ma queste ultime dovranno riaggiornarsi in base ad un disegno generale e nazionale.

Questi sono i temi sui quali si stanno concretizzando incontri informali con gli Enti Locali, mentre con gli operatori di siti legali di casino si tratta le problematiche “più sentite” sono “le distanze e gli orari di accensione”. Ne discende che non si potranno più ghettizzare le sale da gioco, ma bisognerà trovare un incontro sui luoghi sensibili dai quali escluderlo proprio… senza creare quartieri a luci rosse. I luoghi sensibili saranno un tema importante perché spesso non sono connessi con il problema sociale del gioco. Le slot nei pubblici esercizi verranno ridotte di circa il 30% e verrà anche limitato il numero di queste apparecchiature nei bar, quindi forse si potrà anche ridimensionare la questione delle distanze. Per gli orari si può arrivare ad un numero minimo di accensione che venga poi organizzato nell’arco della giornata come “si ritiene più opportuno. Potrebbero essere dei punti di incontro con tutta la filiera se tutti, ma proprio tutti, facessero un passo indietro ed, invece, tutti uniti si facessero tanti passi avanti!

Il gioco d’azzardo in sicilia

I SerT da tantissimi anni si occupano di assistere persone e famiglie coinvolte nei disagi delle dipendenze derivanti dall’alcool e dalla droga e negli ultimi tre quattro anni si stanno “incontrando” anche con i giocatori patologici ed i loro disagi. In Sicilia i pazienti giocatori presi in carico dai SerT nel 2012 sono stati 596, nel 2013 sono stati 1049 e si presume che nel 2014 si vedrà un ulteriore aumento. Gli “addetti ai lavori” si sono trovati spiazzati ed a gestire al meglio delle loro capacità professionali questo fenomeno: la formazione specifica è arrivata solo negli ultimi due anni anche se la carenza di personale in Sicilia è “pesante” e le richieste di intervento per le varie dipendenze è invece aumentata.

Certamente, i SerT siciliani non possono fare molto attualmente data la loro strutturazione “latitante” e la cronica carenza di personale: da soli non possono fare di più di quello che già fanno e dovrebbero essere affiancati da altre figure professionali, dal mondo del volontariato con conoscenze specifiche per poter sostenere al meglio le famiglie ed i giocatori, da gruppi psico educazionali. Ci vorrebbe il coinvolgimento di avvocati per gli aspetti legati all’usura (che “troneggia” quando si parla di gioco), di commercialisti per ciò che riguarda i piani di rientro economici che spesso i giocatori devono affrontare, i servizi sociali dei Comuni. Ci vorrebbe un intervento “più forte” dello Stato a livello nazionale per far fronte a questo disagio ed un coinvolgimento particolare anche dei gestori delle sale da gioco e dei centri scommesse.

Il mondo del gioco d’azzardo si confronta

Il mondo del gioco d’azzardo lecito, sia terrestre che online, indubbiamente sta attraversando un periodo di incertezza, curiosità relativamente alle norme che verranno applicate, paura per il prossimo futuro. Sembra che tutto questo stia proprio “compattando” il mondo-gioco e che la filiera si voglia riunire per fare un fronte comune e cercare di “pianificare” ove possibile il proprio domani. Che occasione migliore se non incontrarsi in una Fiera specifica del settore? Enada Primavera cade proprio “a fagiolo” ed il prossimo 18 marzo 2015 a Rimini riunirà presso di sé i rappresentanti più prestigiosi del settore “divertimento”: è un momento importante ed ognuno si deve rendere partecipe in prima persona per trasmettere agli altri le proprie sensazioni e le proprie certezze per unire il tutto e formare un fronte comune.

All’Enada Primavera saranno, quindi, presenti otto concessionari tra cui Gtech, Bplus. G.Matica, Cogetech, Hbg Gaming e Sisal nonché diverse aziende di produzione dei giochi ed anche parecchie aziende del settore dell’amusement. Non mancheranno i momenti di confronto sui temi attuali che stanno mettendo in forte agitazione l’intero settore, ma sopratutto si parlerà diffusamente di un mondo che vuole -ed ha sempre voluto- essere equiparato agli altri settori industriali e, sopratutto, che sostiene a “spada tratta” il gioco responsabile e lecito. Questo è il giusto atteggiamento che il “gioco” deve continuare a mantenere sopratutto per salvaguardarsi dal “ritorno” sul mercato dell’illegalità che sembra “fregarsi le mani” per tutte le incongruenze che in questo momento costellano la strada del mondo del gioco legale.

Come giocare d’azzardo da mobile

Forse i giocatori d’azzardo italiani sono pigri? Forse il tempo disponibile per il divertimento si va ridimensionando? Forse le sale da gioco terrestri non sono più tanto appetibili? I dati e le stime -che in questo settore si sprecano- fanno emergere che esiste un incremento “importante” di presenze sul web, in particolar modo sui vari social network e nel mondo del gioco d’azzardo online. In un’ipotetica classifica delle Regioni che usufruiscono dei servizi proposti dalle piattaforme per il gambling online, al primo posto si trova l’Emilia Romagna, ma gli utenti di questa Regione usufruiscono anche frequentemente dei servizi “normali” proposti dai dispositivi mobili come acquisti e transazioni.

In questa Regione si registra il 7% del volume d’affari complessivo prodotto nel settore del gioco d’azzardo mobile italiano e fa riflettere sul fatto che la stragrande maggioranza degli appassionati al gioco non vuole più sobbarcarsi tantissimi chilometri per raggiungere le nostre quattro importanti Case da Gioco terrestri. Ecco perchè cresce quel segmento di giocatori che preferisce avere a portata di mano il meglio dei casino legali AAMS con il quale collegarsi in qualunque momento ed in qualunque posto si trovi e decida di dedicarsi del “divertimento”. Oggi i casinò online AAMS propongono giochi e scelte accattivanti e, sopratutto, fanno rivivere le stesse sensazioni di un vero casinò. Il settore del gioco d’azzardo online nel nostro Paese è arrivato ad essere uno dei mercati più floridi e molto presto si aggiungeranno altri concessionari AAMS che offriranno sempre più possibilità al “parco giocatori” da mobile.

Si ridisegnano i casino online

Il “ridisegno” del gioco pubblico auspicato nella Legge Delega si ripercuoterà anche sui Casinò? Certamente sì, potrebbe avere uno sviluppo positivo e “partigiano” se veramente dopo la “stangata” del famoso prelievo fiscale voluto dalla Legge di Stabilità si metterà mano al “parco delle slot machine”, ridimensionando l’offerta e convogliandola nelle famose gaming hall. Bisognerà anche capire se e quanto i casinò soffrano della concorrenza delle “macchinette” visto che in tale proposito i nostri quattro Casinò non si sono propriamente espressi. Indubbiamente, la concorrenza con le “sale terrestri” esiste… ma bisogna vedere se in realtà è tale da essere “importante”, dato che il giocatore che frequenta le “sale normali” generalmente non è quello che frequenta i Casinò…

Oltre a questo si deve anche tenere presente che i casinò “tricolori” così come sono attualmente gestiti (palesemente sotto l’ala pesante della politica) difficilmente potranno usufruire di qualsivoglia opportunità di cambiamento del contesto che li circonda: sono “troppo gestiti” e circoscritti nella loro attività. Sicuramente la Delega Fiscale è una realtà che, in ogni caso, porterà cambiamenti e starà poi nei vari comparti del gioco trarne i frutti e sfruttare situazioni che si presenteranno cercando di cogliere il meglio di quello che nascerà. Cambierà, senz’altro, la competizione tra un comparto e l’altro, ma forse le norme relative ai casinò non cambieranno e questo varrà sia per quelli esistenti sia per quelli futuri che continuano a premere per avere, anzi per riavere, la loro casa da gioco: per fare un nome su tutti il Casinò di San Pellegrino Terme.